La prima parola di Carla Baraldi, che martedì 27 ottobre ha incontrato a Quartirolo il gruppo delle Animatrici Missionarie, è stata un ringraziamento a don Antonio Dotti e a tutte le signore che con passione e costanza mettono le loro abilità a servizio dei missionari. Felice di poter condividere quello che fa e vive nella gioia, Carla ha ribadito di non essersi mai pentita di esser partita per l’Africa, nel lontano 1974. Lo spendersi per i bambini orfani di Péréré è la sua missione, “loro sono la mia famiglia”, ha detto con le mani giunte. Non si capacita di come le persone care che ha qui in Italia, alle volte, la vorrebbero a casa “in pensione”. Una cosa impossibile, “è come dire ad una sposa felice di lasciare suo marito”, ha commentato sorridendo.

La situazione in Benin, dove si trova – nel nord del Paese – l’orfanotrofio “Casa Della Gioia” e l’annesso centro per bambini malnutriti, strutture che sono il “pane quotidiano” del servizio di Carla, non è drammatica, si fanno piccoli passi in avanti, ma quasi sempre questi sono soffocati dai governanti al potere che, presto o tardi, una volta eletti, diventano tutti dei “dittatori” e non se ne vanno più via, come se avessero “la gomma da masticare sulla sedia!”, ha detto con ironia la missionaria.

Molto difficile è esprimere il significato di ciò che rimane nel cuore, soprattutto la sofferenza dei bambini che pagano sempre per primi. Dio è in mezzo a loro che non hanno colpa di nulla e sono stupendi, come tutti i bambini del mondo! Nella cultura del luogo, le donne non hanno nessuna possibilità di decidere per sé. Spesso, le ragazzine vengono sposate dai padri tramite matrimoni combinati: mentre il marito avrà il compito di procurare il mais da consumare nell’anno, loro dovranno cucinare e mettere al mondo un figlio dopo l’altro. I parti avvengono alla sola presenza di una donna più anziana, designata dal capovillaggio, che dovrà testimoniare se il bambino è nato “bene” o “male” – ad esempio, con il viso dalla parte, per così dire, sbagliata -. In quest’ultimo caso, sarà considerato “portatore di sfortuna” per la comunità. A nulla è valso finora il ripetuto richiamo di Carla alle “testimoni” dei parti perché omettano di riferire i particolari della nascita, tanto è radicata questa mentalità.

Uno dei piccoli passi fatti è la legge che vieta il matrimonio delle minorenni: qualora il padre le costringa in moglie, può essere denunciato e finire in galera. Ma perché la ragazza abbia consapevolezza dei propri diritti è fondamentale l’istruzione: la scuola e le Suore Albertine, con cui collabora Carla, sostengono e accompagnano in questa direzione. La scolarizzazione è sempre il primo fondamentale mattone per lo sviluppo sociale.

Noi ci lamentiamo della “buona pappa”, ha poi esortato Carla, del “brodo grasso”, dicevano le nostre nonne, i bambini malnutriti non hanno il necessario per mangiare a sufficienza e bene. Quando anche ci fosse qualche soldo, l’adulto che si cura di loro deve per forza attuare delle scelte: o la scuola, magari per il fratello più grande, o li cibo per il piccolino! Nonostante questo, i beninesi ci insegnano moltissimo. Non si lamentano mai, nemmeno di Dio. Le persone sanno tutte vivere perché ridono e sono capaci di gioire nonostante le difficoltà.

Il paese è spaccato in due. Da una parte il Nord arretrato, con ampie zone non coltivate, bassa densità di popolazione e grandi distanze tra una località e l’altra. Forse anche per questo il covid non si è diffuso come nel resto del mondo, la gente non si sposta facilmente. Dall’altra parte, il Sud più sviluppato e scolarizzato. E’ da qui che provengono le famiglie che si propongono di adottare i bambini dell’orfanotrofio. Tramite il tribunale e gli assistenti sociali si avviano le pratiche per le adozioni. Carla segue i bambini anche dopo l’affidamento, si assicura sempre che siano in buone mani, che stiano bene e che abbiano buone prospettive per il futuro.

Il biglietto del volo di ritorno in Benin è per il 26 di novembre, Carla ha chiesto di pregare perché tutto proceda bene e possa quindi far rientro nella sua casa di adozione.

 

Il Centro Missionario raccoglie offerte libere per i due progetti seguiti da Carla Baraldi: “Casa della Gioia” e “Bambini Malnutriti”. Per donazioni, si vedano le indicazioni a fondo pagina. Specificare nella causale il nome del progetto che si desidera sostenere. Indicare sempre il nominativo ed il recapito del donatore per l’invio della documentazione ai fini della detrazione fiscale.

 

 

Per donazioni con la possibilità di usufruire della detrazione fiscale:

Solidarietà Missionaria Onlus-

IBAN: IT 51 H 02008 23302 000028443616 – presso Unicredit-

BIC SWIFT : UNCRITM10J2

specificando il progetto scelto:_________________________________________

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